Come abbiamo già evidenziato in un nostro precedente appuntamento con Scrum in Pillole, la Retrospettiva rappresenta l’atto finale dello Sprint. Sebbene ne parliamo nel contesto di Scrum, è importante sottolineare che gli esercizi di retrospettiva, cioè di riflessione su ciò è andato bene, ciò che andato male e ciò che si può migliorare, sono attività che dovrebbero essere svolte in qualsiasi iniziativa progettuale, a prescindere dall’approccio lineare/predittivo o iterativo/agile adottato.

Le retrospettive servono infatti per discutere e documentare le lezioni apprese. La differenza in Scrum è dunque solo nel fatto che, invece di “riflettere” sulle lezioni apprese esclusivamente a fine progetto o al massimo a fine fase, lo si fa al termine di ogni Sprint, in linea con l’iteratività dell’intero processo di pianificazione/sviluppo e lo si fa anche e soprattutto per applicare le lezioni apprese agli Sprint successivi del medesimo progetto. Ciò non toglie che i miglioramenti individuati possano andare a beneficio anche di futuri progetti e della performing organization in sé, tramite l’incorporazione delle lezioni come Raccomandazioni dello Scrum Guidance Body. Quest’ultimo è un ruolo opzionale nell’architettura di Scrum, ma fortemente consigliato per formalizzare le pratiche organizzative e individuare le best practice da utilizzare in tutti i progetti Scrum dell’organizzazione. Si tratta di un gruppo di esperti (ma può essere anche semplicemente un repository di documenti) che si occupano di solito della definizione degli obiettivi relativi alla qualità, alle normative, alla sicurezza e ad altri parametri chiave dell’organizzazione. Questi obiettivi guidano il lavoro svolto dal Product Owner, dallo Scrum Master e dallo Scrum Team.
Ma come si conducono le retrospettive? La guida Guida SBOK® Ed. III, tradotta da PME in lingua Italiana per conto di SCRUMstudy e scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale di SCRUMstudy, ci indica due strumenti utili: uno per la parte iniziale, quella in cui si fissa il “tono” della riunione, ed una per la parte della raccolta dei dati.

Explorer—Shopper—Vacationer—Prisoner (ESVP)
Questo esercizio può essere eseguito all’inizio del Retrospect Sprint Meeting per capire l’atteggiamento mentale dei partecipanti e stabilire il tono della riunione. Viene chiesto ai presenti di indicare in forma anonima quale profilo rappresenta meglio come si sentono rispetto al dover prendere parte alla riunione.
• Explorer (Esploratore)—Vuole partecipare e imparare tutto ciò che viene discusso nella retrospettiva
• Shopper (Acquirente)—Vuole ascoltare tutto e scegliere cosa portarsi via dalla retrospettiva
• Vacationer (Turista)—Vuole rilassarsi e comportarsi da turista nella retrospettiva
• Prisoner (Prigioniero)—Vuole essere altrove e sta partecipando alla riunione perché è necessario
Lo Scrum Master raccoglie quindi le risposte, predispone le informazioni e le condivide con il gruppo.

Speed Boat
La Speed Boat è una tecnica che può essere utilizzata per condurre il Retrospect Sprint Meeting. I membri del team fanno la parte dell’equipaggio di un motoscafo (Speed Boat). L’imbarcazione deve raggiungere un’isola, che rappresenta simbolicamente la Vision del Progetto. I partecipanti utilizzano dei post-it per registrare i motori e le ancore. I motori li aiutano a raggiungere l’isola, mentre le ancore impediscono loro di raggiungerla. Questo esercizio ha una durata prefissata di pochi minuti. Una volta che sono stati documentati tutti i punti, le informazioni sono raccolte, discusse e prioritizzate mediante un processo di votazione. Vengono quindi riconosciuti i motori e pianificate delle azioni di mitigazione per le ancore, in base alla priorità.

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Lo Staff di PME

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